Indirizzo Posta Certificata PEC di Wind Infostrada

Posta Certificata PEC Wind Infostrada

Ho recentemente disdetto il contratto telefono/adsl di casa con Wind/Infostrada per via della connessione ad internet imbarazzante negli orari di punta; come spesso (sempre) succede (si, ancora oggi) la semplice operazione può diventare molto tortuosa e cosi è stato anche per me.

Come si comunica con aziende di questo tipo? Con raccomandate cartacee secondo il servizio clienti.. ma è possibile che nel 2015 un’agenzia di telecomunicazioni come Wind Infostrada non abbia un benedetto indirizzo di posta certificata PEC che, oltretutto, è obbligatorio per legge?

Ma certo che lo ha… se fate una ricerca online, o direttamente sul sito del registro imprese lo si trova facilmente e proprio per aumentare ancor di più la facilità lo ripubblico anche io!

L’indirizzo email di posta certificata PEC di Wind Infostrada è windtelecomunicazionispa@mailcert.it lo scriviamo in rosso anche 😉

L’indirizzo è funzionante e, anche se cercano di tenerlo nascosto, hanno il dovere di controllare la posta in arrivo perché, ricordo, la Posta Certificata ha lo stesso valore di una raccomandata AR. Basta quindi tenere la ricevuta e in caso di controversie non possono dire niente.

La disdetta l’ho mandata a mezzo raccomandata normale, quindi vai in posta e perdi tempo… fai la fila infinita e consumi parte del fegato dal nervoso… ascolti i discorsi degli anziani che ritirano la pensione.. spendi anche 3-4 euro per l’invio e torni al tuo lavoro dopo aver perso delle ore utili.

Poi iniziati i problemi con la disdetta, la Wind Infostrada comincia con le sue lettere che arrivano a destinazione in circa 30 giorni, nonostante ti chiedano una risposta tassativa entro 10 giorni.. ma come si fa? Da qui ho cercato e trovato il loro indirizzo PEC e in 5 secondi a costo 0 ho inviato la mia raccomandata digitale. Sapete che soddisfazione?

Pensate poi che mi abbiano risposto con quella? NO.. un passo troppo tecnologico… meglio continuare ad intasare le poste.

Concludo dicendo: usate la posta certificata PEC con queste aziende e non ascoltate il servizio clienti! Ad oggi è il miglior modo per comunicare in modo veloce, economico e con riscontro legale!

Keep Calm and send a PEC 😉

Ciao fioi!

P.S.: come suggerito nei commenti da Andreas, tengo a precisare che per avere un riscontro legale, bisogna spedire la comunicazione da un indirizzo email certificato (PEC). Solo così si riceverà la ricevuta di consegna. Ci sono servizi gratuiti che la offrono o molti provider che al costo di una raccomandata all’anno ve lo creano 😉


14 Commenti:
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  1. Andreas un giorno disse:

    Dimentichi (o forse non sai) che se si spedisce una e-mail NORMALE (cioè non certificata PEC) a un indirizzo di posta PEC questa non verrà ricevuta, e senza alcuna segnalazione al mittente!
    Un indirizzo e-mail PEC, quindi, può ricevere e-mail da mittenti di solo tipo certificato (PEC).
    Non ti stupire quindi se non hai ricevuto risposta. ;-(

  2. Iacopo un giorno disse:

    Grazie dell’informazione. Mi chiedo però se qualcuno è riuscito a disdire mai solo tramite pec.

  3. Mattia un giorno disse:

    @Andreas, forse l’ho dato per scontato.. ma ovviamente ho usato il mio indirizzo di posta certificata 😉 Altrimenti non avrei alcuna ricevuta.

    E la risposte sono arrivate a tutte le mie richieste.

    Se proprio vogliamo essere pignoli, un indirizzo pec può ricevere anche email normali; dipende da come è stato configurato. Ovviamente è sconsigliato, anche per via dello spam.

    @Iacopo credo proprio non ci siano problemi 😉

  4. Andreas un giorno disse:

    @Mattia, è importante far sapere che l’unico modo per ottenere che l’azienda non possa ignorarti, come spesso accade con telefonate, lettere, raccomandate semplici o con ricevuta di ritorno (si, ora nemmeno con quelle) o e-mail, è quello di usare la PEC e solo spedendola da un’indirizzo certificato PEC. Il resto sono tecnicismi poco utili allo scopo. 😉 Tutti i soggetti, che siano aziende, di qualunque calibro, hanno l’indirizzo PEC per legge. In questo modo non possono negare di aver ricevuto l’e-mail PEC e dato che questa *ha valore legale*, non gli conviene far finta di non averne letto il contenuto. I vari provider italiani di servizi PEC offrono ai privati contratti annuali anche per 5-6Euro con un congruo numero di raccomandate PEC spedibili senza ulteriore aggravio. Il servizio delle Poste Italiane costa decisamente di più, si deve fare le code agli sportelli ogni volta e non c’è più la validità legale della raccomandata!

  5. Andreas un giorno disse:

    @Jacopo; Come dicevo, la PEC (e ora solo la PEC) ha valore legale, cioè se l’azienda non ti risponde tu puoi, a sue spese!, rivolgerti ad un avvocato e trascinarla in tribunale senza paura di perdere la causa. La PEC fa testo come prova in dibattimento. E’ per questo che l’azienda corre subito a risponderti onde evitare il rischio di trovarsi davanti al giudice con la sicurezza di perdere.
    In pratica ogni volta che ho fatto uso di questo mezzo ho avuto risposte esaurienti, tempestive e risolutive (a mio favore). Non è mai stato così in passato con i vecchi sistemi.

  6. Andreas un giorno disse:

    Naturalmente un grazie a te, Mattia, per aver introdotto l’argomento che sicuramente è di grande interesse.
    Speriamo di esser stati chiari. Non mi sembra che manchi nulla.
    Ciao.

  7. Mattia un giorno disse:

    Esattamente.. basta conservare la ricevuta di consegna della PEC e in caso di controversie quella fa testo.

    Risparmio di tempo e di denaro 😉

    Aggiungo l’appunto nell’articolo così da evitare dubbi.
    Grazie, ciao!

  8. Andreas un giorno disse:

    Pignoleria per pignoleria: conservate anche il testo della PEC! Ci sarebbe anche il servizio di backup con il quale viene tenuta una copia della ricevuta e/o del testo della PEC presso il provider, ma per questo occorre pagare un supplemento.
    E dato che eventualmente, nel peggiore dei casi (e voglia Dio che non si debba mai arrivare a questo punto, ma è poco probabile) in tribunale serve il testo della PEC, oltre alla ricevuta… 😉

  9. Biagio un giorno disse:

    Grazie delle info, molto interessanti… domanda: è necessario che la pec sia intestata alla persona intestataria del contratto? te lo chiedo perché i miei genitori vorrebbero dare disdetta ad infostrada e me ne stò occupando io, ma volevo usare la mia pec (io sono sposato e non vivo con loro…) è valida comunque?

    Grazie

  10. Mattia un giorno disse:

    Bella domanda.. secondo me si, in quanto è solo un mezzo per inviare un documento che sarà intestato ai tuoi. Però non posso darti la certezza.. sarebbe meglio approfondire 😉

  11. Biagio un giorno disse:

    Grazie Mattia per la risposta, però ho il dubbio che non si possa fare perché la pec certifica “la mia autenticità” e non quella di terze persone anche nel caso si tratti di un parente. Però ho fatto lo stesso ragionamento che hai evidenziato tu, ossia, in fondo lo userei come mezzo di comunicazione per inviare documenti di terzi comunque “firmati” dall’interessato… eh eh bel dilemma… attendiamo risposte da qualcuno che magari abbia avuto la stessa esperienza 😉

    Grazie

  12. Andreas un giorno disse:

    Questa è una domanda che va fatta a un avvocato specializzato in diritto civile. Anche se per motivi professionali pratici (le raccomandate le spediscono anche loro) lo sanno anche gli altri professionisti del foro.
    Anche qualche segretaria d’amministrazione o d’ufficio legale aziendale lo sa senz’altro.
    Personalmente… non lo so.

  13. Vincenzo un giorno disse:

    Puoi utilizzare la tua PEC per terze persone in quanto per dare una disdetta a una compagnia telefonica devi allegare anche una fotocopia della carta d’identità e codice fiscale della persona interessata rendendo la richiesta valida a tutti gli effetti…

  14. Miclos un giorno disse:

    Wind ha deliberatamente evitato di comunicare il proprio indirizzo PEC allo scopo di dissuadere l’utente che vuole cambiare operatore, facendo leva sul disagio e sui costi di una raccomandata A.R. Ricordate che questi lestofanti della telefonia mobile ne sanno una più del diavolo per conseguire i massimi profitti possibili a scapito degli utenti

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